Il 13 dicembre 2009, il Cile andrà alle urne per scegliere il nuovo Presidente, mentre Michelle Bachelet non potrà ricandidarsi. La coalizione di centro-sinistra, che ha guidato il Paese fin dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet, per quasi vent’anni, sta implodendo su se stessa: divisa al proprio interno, ripiegata su un frammentario individualismo e incapace al rinnovamento. L’opposizione verosimilmente vincerà le elezioni mentre la candidatura di Marco Enriquez Ominami, nuova figura progressista nel panorama politico cileno e terzo candidato alle presidenziali, potrebbe trasformare la sconfitta della sinistra in una definitiva disfatta; al contempo Ominami potrebbe incarnare, per il futuro, il rinnovamento che il Paese richiede. I cileni, soprattutto le fasce più giovani della popolazione, sentono il forte bisogno di continuare il cammino del progressismo e daranno il proprio voto a chi meglio saprà intercettare questo bisogno.
On September 9, 2009, President Barack Obama addressed a rare joint session of Congress in order to push the vote on the health care reform. During the Presidential campaign of 2008, Obama had closely linked his candidacy to the issue of health care reform, and his first few months in office have displayed the same focus. The President is personally involved in the reform of the system, and his convictions are one of the most important factors; pushing the debate all summer long. Opposition to reform abounds, from political concerns to ideology. The lack of one vote could potentially become the deciding factor between success and failure; especially if the short vote was that of the esteemed Senator from Massachusetts, Ted Kennedy. In any case, Barack Obama still has a chance of success; and it is fundamental to consider the nature of his plan, apart from the position of the debates. Currently, the game is still open.
Il Perù del Presidente Alan Garcia Perez sta affrontando un periodo di profonda crisi. La gravità della situazione è dovuta all’interazione contemporanea di diversi fattori, in particolare, la mancanza di una chiara politica economica anti-crisi, l’esplosione dello scontro sociale dovuto all’insostenibilità delle condizioni di vita da parte della popolazione e la mancanza di efficaci politiche sociali, mentre la guerriglia del Sendero Luminoso sembra essere di nuovo in grado di colpire lo Stato. Il background di tali emergenze è dato da un’ingovernabilità numerica in Parlamento e dall’assenza di un’autorità governativa stabile; ad aggiungersi la corruzione e la frammentazione politica endemiche nel Paese. Di fatto, è verosimile che le istituzioni peruviane non abbiano la forza per sovvertire tale spirale; l’eventuale collasso dell’intero sistema comincia a essere un’opzione considerabile.