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US Health care reform: Barack Obama conviction, his determination and the role of mediation are the fundamental pillars to give the plan an opportunity of success.

On September 9, 2009, President Barack Obama addressed a rare joint session of Congress in order to push the vote on the health care reform. During the Presidential campaign of 2008, Obama had closely linked his candidacy to the issue of health care reform, and his first few months in office have displayed the same focus. The President is personally involved in the reform of the system, and his convictions are one of the most important factors; pushing the debate all summer long. Opposition to reform abounds, from political concerns to ideology. The lack of one vote could potentially become the deciding factor between success and failure; especially if the short vote was that of the esteemed Senator from Massachusetts, Ted Kennedy. In any case, Barack Obama still has a chance of success; and it is fundamental to consider the nature of his plan, apart from the position of the debates. Currently, the game is still open.

Le elezioni presidenziali in Cile potrebbero segnare non solo la vittoria dell’opposizione, ma la fine di un ciclo politico. La società cilena e la voglia di progressismo.

Il 13 dicembre 2009, il Cile andrà alle urne per scegliere il nuovo Presidente, mentre Michelle Bachelet non potrà ricandidarsi. La coalizione di centro-sinistra, che ha guidato il Paese fin dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet, per quasi vent’anni, sta implodendo su se stessa: divisa al proprio interno, ripiegata su un frammentario individualismo e incapace al rinnovamento. L’opposizione verosimilmente vincerà le elezioni mentre la candidatura di Marco Enriquez Ominami, nuova figura progressista nel panorama politico cileno e terzo candidato alle presidenziali, potrebbe trasformare la sconfitta della sinistra in una definitiva disfatta; al contempo Ominami potrebbe incarnare, per il futuro, il rinnovamento che il Paese richiede. I cileni, soprattutto le fasce più giovani della popolazione, sentono il forte bisogno di continuare il cammino del progressismo e daranno il proprio voto a chi meglio saprà intercettare questo bisogno.

Brasile: una sintesi della politica interna a un anno dalle elezioni.

Il prossimo anno si terranno in Brasile le elezioni generali. La posta in gioco è alta, soprattutto perché l’attuale Presidente Luiz Inacio Lula da Silva non potrà più presentarsi per un nuovo mandato. A oggi, parecchi movimenti agitano le acque della politica interna Brasiliana. Il Partito dei Lavoratori, del Presidente, è stato colpito, nell’ultimo anno, da una serie di defezioni di senatori e di un ministro, mentre si accrescono gli scandali di corruzione. L’opposizione sembra stabilmente in vantaggio, ma potrebbe non essere in grado di mantenere tale distanza fino all’ottobre 2010. Candidati minori frazionano le percentuali degli aspiranti Presidenti: sembra quindi certo che nessun candidato riuscirà a ottenere la maggioranza dei voti al primo turno. Il Brasile si appresta a vivere un anno politicamente molto agitato.

President Barack Obama’s address to joint session of Congress: let’s start analysing the US health care reform

On September 9, 2009, President Barack Obama made a plea to start finding a constructive deal on the proposal for the reform of the health care system, in order to pass the law as soon as possible. Obama spoke in a joint session of Congress, pushing for this reform, which, if implemented, will change the current health care system and the linked insurance market.
Let’s start from the text of Obama’s address to have a clear idea on this issue. Geopolitical Outlook will present next week a detailed analysis in order to understand if President Obama will win this challenge.

Ingovernabilità e incapacità di politiche economiche anti-cicliche, scontro sociale e nuovi atti terroristici: la difficile situazione del Perù di Alan Garcia Perez.

Il Perù del Presidente Alan Garcia Perez sta affrontando un periodo di profonda crisi. La gravità della situazione è dovuta all’interazione contemporanea di diversi fattori, in particolare, la mancanza di una chiara politica economica anti-crisi, l’esplosione dello scontro sociale dovuto all’insostenibilità delle condizioni di vita da parte della popolazione e la mancanza di efficaci politiche sociali, mentre la guerriglia del Sendero Luminoso sembra essere di nuovo in grado di colpire lo Stato. Il background di tali emergenze è dato da un’ingovernabilità numerica in Parlamento e dall’assenza di un’autorità governativa stabile; ad aggiungersi la corruzione e la frammentazione politica endemiche nel Paese. Di fatto, è verosimile che le istituzioni peruviane non abbiano la forza per sovvertire tale spirale; l’eventuale collasso dell’intero sistema comincia a essere un’opzione considerabile.

Pressanti dubbi sulla stabilità delle conquiste democratiche della Colombia: il terzo mandato di Alvaro Uribe.

Il Presidente Alvaro Uribe ha indubbiamente contribuito, con due mandati consecutivi dopo un emendamento costituzionale, a migliorare le condizioni della Colombia. Dopo decenni di anarchia è stata ripristinata la legalità democratica. Indipendentemente dall’ideologia politica la sicurezza interna è concretamente migliorata; sono stati inferti forti colpi ai gruppi terroristici, sia di destra sia di sinistra, tagliando inoltre i loro canali di finanziamento; tuttavia le sfide sul futuro sono molteplici e pressanti. Su tutte: continuare la guerra ai narcotrafficanti, agire per contenere la crisi economica e convincere gli alleati – soprattutto gli Stati Uniti di Barack Obama – in merito alle numerose violazioni dei diritti umani. Di contro, il Senato ha appena approvato una legge per una modifica costituzionale per consentire a Uribe di candidarsi una seconda volta consecutiva alle presidenziali del 2010. La domanda in questione è se è opportuno per il Paese che Uribe si candidi per un terzo mandato. La risposta è negativa, poiché si rischierebbe una deriva pericolosamente personalistica a fronte invece della necessità di istituzionalizzare le conquiste democratiche raggiunte.

Domanda e offerta di energia: un sintetico quadro di riferimento.

Nello svolgersi di questo secolo, non si può non notare come il mondo affronti una vera e propria fame di energia. Negli ultimi decenni, soprattutto a un livello globale mai registratosi, cambiamenti di tipo economico, industriale, geopolitico, ma anche sociale e di politiche ambientali, hanno messo in risalto una questione drammaticamente urgente: il bisogno di energia e le conseguenze delle modalità con cui si cerca di rispondere a tale necessità. È opportuno cercare di sintetizzare alcuni “punti chiave” della struttura della domanda e dell’offerta di energia; soprattutto per cercare di focalizzare l’attenzione non su dinamiche a breve termine (come la contemporanea pesante recessione) ma su un trend di più lungo periodo.

Win-to-win diplomacy: la rinegoziazione degli accordi energetici fra Brasile e Paraguay

La rinegoziazione del trattato per lo sfruttamento dell’energia elettrica della diga sul fiume Paranà sembrerebbe configurarsi come un caso di diplomazia dove entrambe le parti in causa possano registrare un successo. Tuttavia, pro e contro sono presenti sia per l’opera di Inacio Lula da Silva che per quella del paraguyano Fernando Lugo; nei fatti saranno solo le conseguenze di tale accordo a confermarne o smentirne il successo. È verosimile che, nonostante le cospicue concessioni, sia il Brasile ad aver maggiori possibilità di risvolti positivi.

The Brazilian perspective: a net oil exporter country in competition with the OPEC world

The slowdown of the global economic crisis, noted during the past weeks, seems to have pushed the Brazilian projects in order to become, concretely, one of the world petroleum leaders. Until some months ago, the immense natural resources of the Brazilian subsoil were only the object of different theories, but there were no concrete projects acting. The ones started before the credit crunch had been stopped with the recession fear and the commodities’ prices slump. Nowadays concrete policies are working to give the country the status of net oil exporter. Brasilia will be an alternative to the OPEC country for oil supplying.

Geopolitical Outlook: Welcome!!

Geopolitical Outlook nasce dall’esigenza di raccogliere, in modo scientifico e neutrale, tutte le informazioni necessarie per capire gli eventi in corso, prevedendone le evoluzioni e le prospettive future. Non è un sito di informazione od opinione. Non è un tribunale, non ci sono avvocati d’accusa e nessuna difesa.

Il sito vuole essere un punto di riferimento per chi si occupa di relazioni internazionali, sotto il profilo politico, energetico, sociale, commerciale o economico; una garanzia di serietà e competenza, che va al nocciolo delle questioni e si propone di analizzarne le conseguenze.

Pertanto, vi invito (nei prossimi giorni quando il sito sarà completo) a “curiosare” fra le varie sezioni, soprattutto quelle inerenti alle proposte e al metodo scientifico, che costituisce il solido fondamento di Geopolitical Outlook.

Un particolare e sentito ringraziamento a chi mi ha aiutato, sotto diversi aspetti, a rendere tutto ciò possibile: Aldo, Eleonora e Fabio.

La redazione di Geopolitical Outlook.

Marco Pedrazzini – Responsabile.