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Pressanti dubbi sulla stabilità delle conquiste democratiche della Colombia: il terzo mandato di Alvaro Uribe.

Il Presidente Alvaro Uribe ha indubbiamente contribuito, con due mandati consecutivi dopo un emendamento costituzionale, a migliorare le condizioni della Colombia. Dopo decenni di anarchia è stata ripristinata la legalità democratica. Indipendentemente dall’ideologia politica la sicurezza interna è concretamente migliorata; sono stati inferti forti colpi ai gruppi terroristici, sia di destra sia di sinistra, tagliando inoltre i loro canali di finanziamento; tuttavia le sfide sul futuro sono molteplici e pressanti. Su tutte: continuare la guerra ai narcotrafficanti, agire per contenere la crisi economica e convincere gli alleati – soprattutto gli Stati Uniti di Barack Obama – in merito alle numerose violazioni dei diritti umani. Di contro, il Senato ha appena approvato una legge per una modifica costituzionale per consentire a Uribe di candidarsi una seconda volta consecutiva alle presidenziali del 2010. La domanda in questione è se è opportuno per il Paese che Uribe si candidi per un terzo mandato. La risposta è negativa, poiché si rischierebbe una deriva pericolosamente personalistica a fronte invece della necessità di istituzionalizzare le conquiste democratiche raggiunte.