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Brasile: una sintesi della politica interna a un anno dalle elezioni.

Il prossimo anno si terranno in Brasile le elezioni generali. La posta in gioco è alta, soprattutto perché l’attuale Presidente Luiz Inacio Lula da Silva non potrà più presentarsi per un nuovo mandato. A oggi, parecchi movimenti agitano le acque della politica interna Brasiliana. Il Partito dei Lavoratori, del Presidente, è stato colpito, nell’ultimo anno, da una serie di defezioni di senatori e di un ministro, mentre si accrescono gli scandali di corruzione. L’opposizione sembra stabilmente in vantaggio, ma potrebbe non essere in grado di mantenere tale distanza fino all’ottobre 2010. Candidati minori frazionano le percentuali degli aspiranti Presidenti: sembra quindi certo che nessun candidato riuscirà a ottenere la maggioranza dei voti al primo turno. Il Brasile si appresta a vivere un anno politicamente molto agitato.

Win-to-win diplomacy: la rinegoziazione degli accordi energetici fra Brasile e Paraguay

La rinegoziazione del trattato per lo sfruttamento dell’energia elettrica della diga sul fiume Paranà sembrerebbe configurarsi come un caso di diplomazia dove entrambe le parti in causa possano registrare un successo. Tuttavia, pro e contro sono presenti sia per l’opera di Inacio Lula da Silva che per quella del paraguyano Fernando Lugo; nei fatti saranno solo le conseguenze di tale accordo a confermarne o smentirne il successo. È verosimile che, nonostante le cospicue concessioni, sia il Brasile ad aver maggiori possibilità di risvolti positivi.

The Brazilian perspective: a net oil exporter country in competition with the OPEC world

The slowdown of the global economic crisis, noted during the past weeks, seems to have pushed the Brazilian projects in order to become, concretely, one of the world petroleum leaders. Until some months ago, the immense natural resources of the Brazilian subsoil were only the object of different theories, but there were no concrete projects acting. The ones started before the credit crunch had been stopped with the recession fear and the commodities’ prices slump. Nowadays concrete policies are working to give the country the status of net oil exporter. Brasilia will be an alternative to the OPEC country for oil supplying.